giovedรฌ 30 luglio 2026

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 857 km da casa

Lasciamo Strasburgo nelle prime ore della mattina e, dopo pochi chilometri, la cittร  lascia rapidamente spazio alla quiete della campagna francese. La sorpresa piรน bella arriva quasi subito: il nostro itinerario si sviluppa lungo il Canale Marna-Reno, una straordinaria opera di ingegneria realizzata nel XIX secolo per collegare due dei piรน importanti bacini fluviali d’Europa e favorire il commercio tra l’interno della Francia e il Reno.



Pedaliamo costeggiando l’acqua, risalendo lentamente il canale, e a intervalli regolari incontriamo le numerose chiuse che permettono alle imbarcazioni di superare i dislivelli del terreno.


Percorrere questa ciclabile รจ un autentico piacere. Il traffico delle strade statali diventa un ricordo lontano: qui regnano il silenzio, il fruscio del vento tra gli alberi, il canto degli uccelli e il lento scorrere dell’acqua. Ciclisti, camminatori e diportisti si salutano con un sorriso o un semplice “bonjour”, e anche noi ricambiamo ogni incontro. Sono quei piccoli gesti che fanno sentire il viaggio ancora piรน umano e autentico.



La pausa pranzo segue il nostro ormai collaudato rituale: qualche acquisto in un supermercato, un tavolo trovato lungo il percorso e un momento di meritato riposo. Ma proprio mentre stiamo per ripartire il cielo cambia volto. Si alza un vento improvviso e violentissimo che piega gli alberi e rende subito evidente che il pomeriggio non sarร  dei piรน semplici. Ormai, perรฒ, abbiamo imparato che durante un viaggio in bicicletta non si puรฒ scegliere il meteo: si puรฒ solo accettarlo e continuare a pedalare. Cosรฌ abbassiamo la testa, stringiamo il manubrio e, chilometro dopo chilometro, riprendiamo il cammino verso la nostra destinazione.



Ad attenderci troviamo una delle emozioni piรน belle di questo viaggio. Siamo ospiti della famiglia di Savio De Zorzi, friulano di origine, i cui antenati emigrarono in Francia oltre un secolo fa in cerca di lavoro e di un futuro migliore.


Con la famiglia di Savio , i suoi genitori, il fratello e la sorella trascorriamo una splendida serata all’insegna della friulanitร . Tra racconti di famiglia, ricordi tramandati di generazione in generazione, esperienze di vita e opinioni sul presente, ci rendiamo conto di quanto forte possa rimanere il legame con la terra d’origine anche a distanza di tanti anni e di tanti chilometri.



Sono incontri come questo a dare un significato ancora piรน profondo al nostro viaggio. Non stiamo semplicemente attraversando l’Europa in bicicletta: stiamo seguendo le tracce lasciate dai friulani in terra straniera, scoprendo che il filo che unisce il Friuli ai suoi emigranti รจ ancora vivo e capace di creare, ancora oggi, nuovi legami e nuove amicizie.


Due ruote non cambiano la strada. 

Cambiano chi la percorre! ๐Ÿšด‍♀️ ๐Ÿšด‍♂️


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mercoledรฌ 29 luglio 2026

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761  km da casa


Dormiamo praticamente a ridosso di una chiesa, con il suo campanile a pochi passi dalla nostra stanza. Le campane scandiscono il tempo con una precisione quasi matematica: tre rintocchi al primo quarto d’ora, sei alla mezz’ora, nove ai tre quarti e dodici allo scoccare dell’ora. A mezzanotte, facendo i conti, sono ben ventiquattro i rintocchi complessivi. Fortunatamente, perรฒ, a quell’ora siamo giร  immersi in un sonno profondissimo. I nostri muscoli sono collegati alla loro personale “colonnina di ricarica”, proprio come le batterie delle e-bike che durante la notte fanno il pieno di energia. La differenza รจ che i nostri funzionano ancora con una tecnologia decisamente piรน biologica.



Dopo oltre nove ore di “ricarica” ci rimettiamo in sella, pronti ad affrontare l’ottava giornata del nostro viaggio verso Londra. La meta di oggi รจ Strasburgo, una tappa che aspettavamo con particolare entusiasmo. Nelle settimane precedenti avevamo contattato gli europarlamentari del Friuli Venezia Giulia nella speranza di organizzare un breve incontro e magari immortalare il momento con una fotografia davanti al Parlamento europeo. Purtroppo non รจ stato possibile: il calendario dei lavori parlamentari non coincideva con il nostro passaggio in cittร  e, in questo periodo, la loro presenza a Strasburgo era molto limitata. Lo comprendiamo perfettamente. Del resto, anche noi organizziamo i nostri viaggi durante il periodo delle ferie. Pazienza. Siamo comunque contenti di aver presentato loro il nostro progetto e di aver condiviso le motivazioni che ci spingono a pedalare fino a Londra. Sul resto, le coincidenze del calendario non sono nelle nostre mani. Restiamo fiduciosi: il viaggio รจ ancora lungo e siamo certi che lungo la strada non mancheranno incontri autentici e significativi, proprio quelli che speriamo di portare a casa insieme ai chilometri percorsi.



Dopo circa 75 chilometri raggiungiamo il Reno e attraversiamo il confine, ormai quasi impercettibile, tra Germania e Francia. Ci fermiamo esattamente al centro del ponte ciclopedonale e ferroviario per scattare la consueta fotografia di rito: un’altra frontiera lasciata alle spalle, un altro tassello che si aggiunge alla nostra avventura.



L’arrivo a Strasburgo ci regala subito l’atmosfera di una grande capitale europea. Le eleganti piazze e le caratteristiche case a graticcio raccontano una cittร  sospesa tra cultura francese e tradizione tedesca. Dopo esserci rinfrescati, ci concediamo una passeggiata tra i quartieri piรน caratteristici, assaporando con calma il fascino di una cittร  che, da secoli, rappresenta un punto d’incontro tra popoli, culture e idee. E intanto abbiamo superato metร  del percorso.



Due ruote non cambiano la strada. 

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martedรฌ 28 luglio 2026

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 675 km da casa


Il gestore della Gasthaus che ci ha ospitato questa notte รจ una persona di una gentilezza rara. Ci ha accolti con grande cordialitร , facendoci sentire come a casa. Forse รจ stato anche merito della sua ospitalitร  se, dopo la fatica di ieri, siamo riusciti a recuperare completamente le energie necessarie per affrontare la giornata di oggi.



Non vogliamo tediarvi raccontandovi quanto fosse impegnativo il percorso odierno. Del resto, non siete stati voi a decidere di andare a Londra in bicicletta! Come recita un celebre detto friulano: “Atu volรปt la biciclete…”. Eppure oggi la fatica sembra quasi scomparsa. Abbiamo la sensazione che le nostre biciclette vogliano pedalare da sole, come se conoscessero giร  la strada e avessero fretta di raggiungere la meta.



L’itinerario di oggi รจ lungo, ma i chilometri indicati dai ciclocomputer non ci intimoriscono. La giornata รจ semplicemente perfetta: il sole splende alto nel cielo, abbronza la pelle, non c’รจ una nuvola all’orizzonte e le gambe rispondono con entusiasmo. Le ruote scorrono leggere sull’asfalto, divorando metro dopo metro con una naturalezza che rende ogni pedalata un piacere.


Il percorso attraversa una dolce campagna collinare, disegnata da continui saliscendi e da immense distese di mais. Il sole ci accompagna per tutta la giornata, tanto da regalarci un’abbronzatura decisamente curiosa: il lato sinistro del corpo si colora sempre di piรน, mentre quello destro rimane quasi completamente all’ombra.



I piccoli paesi si susseguono uno dopo l’altro e molti sono cosรฌ minuscoli da non avere nรฉ un alimentari nรฉ un bar. Cosรฌ oggi la nostra consueta pausa di metร  mattina, dopo un paio d’ore in sella, si รจ trasformata in un semplice momento di riposo, accompagnato da una Mozartkugel, il celebre cioccolatino austriaco che ormai รจ diventato uno dei nostri piccoli rituali di viaggio.



Dopo 114 chilometri arriviamo a St. Georgen im Schwarzwald, dove trascorreremo la nostra terza e ultima notte in Germania. Domani attraverseremo la Foresta Nera per poi varcare un nuovo confine ed entrare in Francia.


Due ruote non cambiano la strada. 

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lunedรฌ 27 luglio 2026

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 561 km da casa


Fรผssen ci saluta dopo una notte di vero riposo. L’albergo ci ha restituito un po’ di energie, ma basta scendere dal letto per capire che la tappa del giorno precedente ha lasciato il segno: le gambe sono dure, pesanti, quasi di legno. Facciamo finta di nulla e rimandiamo il confronto con la realtร  a dopo la colazione, concedendoci il tempo di fare il pieno di energie prima di ripartire.



Terminato il check-out, inforchiamo le bici e iniziamo la nostra giornata. Ma ecco che si presenta all’appello un compagno di viaggio che ci accompagnerร  per tutto il giorno.  il vento. Non una semplice brezza, ma un vento contrario, freddo e impetuoso, che soffia senza tregua e ci investe con raffiche capaci di rallentare ogni pedalata. Con le gambe ancora affaticate, ogni chilometro richiede uno sforzo doppio e la velocitร  cala bruscamente ed inevitabilmente.



A metร  giornata il contachilometri racconta una veritร  poco incoraggiante: abbiamo percorso meno della metร  della tappa prevista. Sopra di noi il cielo รจ grigio e compatto, quasi minaccioso, mentre il vento gelido sembra volerci respingere. L’impressione รจ quella di pedalare incontro a una tempesta.


Con il passare delle ore, perรฒ, la situazione cambia lentamente. Le nuvole iniziano ad aprirsi, lasciando filtrare qualche raggio di luce. Il vento continua a soffiare con ostinazione, ma almeno il cielo torna a regalarci un po’ di serenitร . Sono proprio queste le giornate che mettono alla prova chi viaggia in bicicletta: non tanto per i chilometri, quanto per la capacitร  di non lasciarsi scoraggiare. รˆ nei momenti difficili che la determinazione prende il posto delle gambe. Sappiamo che, nonostante il freddo, le salite e il vento contrario, arriveremo comunque a destinazione. Magari piรน lentamente del previsto, ma ci arriveremo.



La nostra tappa si conclude ad Altshausen, piccolo centro del Baden-Wรผrttemberg profondamente legato alla storia della casa reale del Wรผrttemberg. Qui sorge infatti il Castello di Altshausen, residenza dei duchi del Wรผrttemberg fin dal XVIII secolo e ancora oggi simbolo della lunga tradizione nobiliare della regione.


E, come ogni giornata di viaggio che si rispetti, anche questa si chiude con una nota gastronomica. A cena ordino una Wiener Schnitzel, ma decido di sostituire le immancabili patatine fritte con un contorno decisamente insolito: spaghetti aglio, olio e peperoncino. Un abbinamento che probabilmente farร  storcere il naso a piรน di un italiano.




Due ruote non cambiano la strada. 

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domenica 26 luglio 2026

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 443 km da casa

La giornata si apre sotto un cielo carico di nuvole. Ha piovuto per tutta la notte e il meteo non promette nulla di buono. La sera precedente, dopo aver consultato le previsioni, avevamo studiato diversi piani alternativi nel caso in cui la pioggia fosse stata troppo intensa. Sappiamo che รฉ una delle giornate piรน impegnative dal punto di vista della fatica, ma dopo colazione ci guardiamo negli occhi, ci facciamo coraggio e scegliamo il piano A: seguire la traccia esattamente come l’avevamo progettata a casa.



Imbocchiamo una ciclabile che risale il corso dell’Inn, e dopo appena dieci chilometri iniziano a cadere le prime gocce. Ci fermiamo il tempo necessario per indossare gli impermeabili, poi torniamo subito in sella. Non c’รจ un minuto da perdere: oggi ci attendono 104 chilometri e oltre 1.300 metri di dislivello prima di raggiungere la nostra destinazione.


La prima salita si presenta quasi subito. Sarร  solo la prima di una lunga serie, alcune delle quali sembreranno non finire mai. La affrontiamo sotto una pioggia continua che rende ogni pedalata piรน pesante. Ma, quando finalmente raggiungiamo la cima, scopriamo che questa volta non ci aspetta una discesa: davanti a noi c’รจ subito un’altra salita.


Come se pioggia e pendenze non bastassero, la strada che percorriamo รจ una delle principali vie di collegamento della zona, attraversata da un traffico incessante in entrambe le direzioni. Automobili, camper, pullman e auto con roulotte si accodano dietro di noi in attesa del momento giusto per superarci. Alcuni lo fanno con prudenza, altri molto meno. Preferiamo non raccontare nel dettaglio le situazioni piรน pericolose: il fatto che oggi siamo qui a scrivere significa che, nonostante tutto, รจ andato tutto per il meglio.



A termine della salita lasciamo quella strada e ci regaliamo una splendida discesa immersi nel silenzio, lontani dal traffico. Per qualche chilometro possiamo rilassare sia le gambe sia la mente, godendoci il piacere di pedalare senza la continua tensione degli automezzi che sfrecciano accanto a noi.


Dopo la pausa pranzo ci aspetta la sfida piรน impegnativa della giornata: la salita al Fernpass. Torniamo sulla statale e affrontiamo quasi otto chilometri di ascesa costante. Ancora una volta conviviamo con il traffico intenso: gli automezzi si accodano, ci sorpassano, a volte mantenendo le distanze, altre sfiorandoci a pochi centimetri. Metro dopo metro conquistiamo il passo, fino a raggiungere i 1.210 metri di quota. Da lassรน ci lanciamo in una veloce discesa con un solo obiettivo: lasciarci alle spalle quella strada il prima possibile.



Finalmente l’incubo finisce. Gli ultimi sessanta chilometri scorrono su tranquille strade secondarie che ci accompagnano fino a Fรผssen, la meta della giornata. Arriviamo stanchi, ma soddisfatti. Ripensando alle salite affrontate oggi ci guardiamo e sorridiamo: forse, pedalata dopo pedalata, stiamo davvero diventando degli ottimi scalatori.


La maglia azzurra del miglior scalatore non ce la toglie nessuno… almeno nei nostri sogni! ๐Ÿ’™



Due ruote non cambiano la strada. 

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sabato 25 luglio 2026

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 339 km da casa


La giornata inizia con una lunga salita. Le energie della colazione sembrano svanire in fretta e il burro e l’affettato gustati poche attimi prima finiscono presto… nei talloni. Ma oggi abbiamo un alleato prezioso: Eolo. Il vento soffia nella nostra stessa direzione e ci accompagna, quasi volesse darci una mano, lungo l’ascesa verso il Passo del Brennero, a 1.372 metri di quota.



Pedalata dopo pedalata raggiungiamo finalmente il valico. Davanti al cartello che segna il passo ci fermiamo, ci guardiamo soddisfatti e, come da tradizione, immortaliamo il momento con una fotografia. รˆ un piccolo rito che ripetiamo ogni volta che entriamo in un nuovo Paese, ma ogni volta regala la stessa emozione. Sapere di aver raggiunto quel punto contando esclusivamente sulla forza delle nostre gambe e sulla determinazione che ci accompagna, rende quel semplice scatto molto piรน di una fotografia: รจ il simbolo di un traguardo conquistato.



Il Brennero non รจ soltanto uno dei valichi alpini piรน importanti d’Europa. Da oltre duemila anni รจ una porta naturale tra il Mediterraneo e il mondo germanico. Da qui sono transitati mercanti, eserciti, pellegrini e imperatori, lasciando un’impronta nella storia del continente. Oggi, al loro posto, passano anche due biciclette, cariche di borse e di sogni, dirette verso Londra.


Superato il passo, il panorama cambia completamente. La salita lascia spazio a una lunghissima discesa che sembra non finire mai. La strada segue la vallata e i chilometri scorrono veloci sotto le ruote. Per una volta la fatica lascia il posto al divertimento: basta lasciarsi trasportare dalla gravitร , mantenere alta l’attenzione tra curve e traffico e godersi la sensazione di libertร . Per lunghi tratti sembra quasi di essere su una giostra.



Alla fine della discesa compare Innsbruck, incastonata tra le montagne del Tirolo. รˆ sabato pomeriggio e il centro storico รจ un susseguirsi di persone, musica e tavolini all’aperto. Passeggiando tra le sue vie scopriamo una cittร  elegante, dominata dalle case colorate lungo il fiume Inn e dal celebre Tettuccio d’Oro, simbolo della cittร  e testimonianza dello splendore dell’epoca dell’imperatore Massimiliano I. Dopo una giornata trascorsa tra salite, valichi e discese mozzafiato, immergersi nell’atmosfera vivace di Innsbruck รจ il modo migliore per concludere questa tappa, con la consapevolezza che il nostro viaggio europeo รจ ormai davvero iniziato.



Qui facciamo il primo nostro incontro con un friulano che ha scelto di stabilirsi ad Innsbruck con la sua famiglia. Lui รจ Hans Puntel di Cleulis che vive qui da quasi vent’anni e che non ha mai tagliato il cordone ombelicale che lo lega alla nostra terra. L’incontro con Hans รจ stato schietto e sincero, come se fossero anni che ci conosciamo, e salutandoci ci sia ripromessi di rivederci in quel di Bertiolo.


Due ruote non cambiano la strada. 

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venerdรฌ 24 luglio 2026

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 279 km da casa


Stamattina Dobbiaco ci sveglia con un’aria fresca e frizzantina e le Dolomiti baciate da un sole splendente. Saliamo in sella e ci immettiamo sulla ciclovia Monaco - Venezia. Il percorso รจ in leggera discesa e ci permette di godere del panorama che ci circonda. La ciclabile รจ affollata di bici - al 99% elettriche - che sfrecciano in entrambe le direzioni. Incrociamo anche diversi cicloviaggiatori con borse piรน o meno ingombranti pesanti. Vedendoli ci viene in mente il peso che devono portare avanti e la salita che li aspetta.



Ma per noi la Val Pusteria รฉ il dono di oggi. La discesa ci permette di godere del paesaggio, ascoltare lo scroscio del fiume e sentire i profumi della vallata. La ciclabile, per la maggior parte del percorso, รจ lontana dalla statale e dal suo intensissimo traffico.



Ma come tutte le cose belle anche questa finisce e abbandonata la val Pusteria svoltiamo verso nord-ovest e imbocchiamo la ciclabile, che lungo l’Isarco, che ci porterร  a destinazione. Inizia cosi una gara controvento e in salita che ci fa dimenticare la leggerezza vissuta precedentemente. La strada sale senza fretta, ma senza concedere tregua. Il vento arriva dritto in faccia e trasforma ogni colpo di pedale in una piccola battaglia. La velocitร  crolla, il respiro si fa corto, le gambe bruciano e la sete si fa sentire. 



Lo sguardo si abbassa sull’asfalto, ascolti il respiro e i battiti del cuore che danno una certa cadenza, quasi ipnotica, al procedere. Un colpo di pedale dopo l’altro cercando di capire quanto manca la fine della salita.



Ma ecco improvvisamente tutto diventa facile, il vento si sposta di lato e la ciclabile diventa pianeggiante consentendo di percorrere gli ultimi chilometri che ci mancano alla destinazione in piena scioltezza.


Due ruote non cambiano la strada. 

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