193 km da casa
Partiamo da Longarone sotto un cielo nuvoloso e ci immettiamo subito sulla Ciclovia dell’Amicizia. Il percorso segue il corso della Piave – la Piave, come la chiamano da queste parti – alternando dolci saliscendi a salite sempre piรน impegnative fino a Tai di Cadore. Le rampe si susseguono senza tregua e, dopo un paio d’ore a questo ritmo, la fatica inizia a farsi sentire.
Ci separano ancora una trentina di chilometri da Cortina d’Ampezzo, ma la pausa pranzo che avevamo immaginato nella regina delle Dolomiti รจ destinata a sfumare. La ciclovia, splendida da percorrere, continua infatti a salire superando i 1.000 metri di quota e prosegue ancora, salendo, salendo e ancora salendo.
La sosta per il pranzo, a San Vito di Cadore, non รจ soltanto un momento per rifocillarci, ma diventa una vera e propria necessitร . Ci concediamo un po’ di tempo per riposare i muscoli e ritrovare le energie necessarie per affrontare la seconda parte della giornata.
Raggiungiamo finalmente Cortina d’Ampezzo, dove convivono l’eleganza della localitร e l’ereditร delle recenti Olimpiadi invernali. Accanto alle opere giร realizzate, notiamo anche numerosi cantieri ancora aperti, segno di una cittร in continua evoluzione.
Lasciata Cortina alle spalle, la ciclovia riprende a salire con pendenza costante. Il fondo asfaltato lascia spazio a uno sterrato impegnativo, poco adatto alle nostre biciclette cariche di bagagli. Ogni metro richiede forza e concentrazione. Nel frattempo veniamo superati con apparente facilitร da numerosi ciclisti in sella alle loro biciclette a pedalata assistita, leggere e senza borse. Noi, invece, continuiamo con il nostro ritmo, quello del cicloviaggiatore che sa che ogni metro conquistato รจ un metro in meno verso la metร del viaggio e proprio per questo assume un valore speciale. Dopo una decina di chilometri di sterrato raggiungiamo finalmente il Passo Cimabanche, a 1.530 metri di altitudine. ร uno di quei momenti in cui la soddisfazione ripaga completamente la fatica.
Da lรฌ inizia una lunga e piacevole discesa verso Dobbiaco. Lungo la strada ci fermiamo in un punto panoramico per ammirare le Tre Cime di Lavaredo, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Durante tutta la giornata i paesaggi dolomitici ci hanno accompagnato con scenari mozzafiato, ma la vista delle Tre Cime merita davvero una sosta speciale.
Arrivati a Dobbiaco, una passeggiata nel centro storico ci riserva un’ultima, piacevole sorpresa. Scopriamo infatti che questa cittadina fu uno dei luoghi piรน amati dal compositore Gustav Mahler negli ultimi anni della sua vita. Proprio qui compose gran parte della Nona Sinfonia e iniziรฒ a scrivere le prime note della Decima. Un dettaglio che rende ancora piรน speciale la conclusione di una giornata impegnativa fatta di molte salite vere, gambe pesanti e luoghi capaci di ripagare ogni singola fatica.
Due ruote non cambiano la strada.
Cambiano chi la percorre! ๐ด♀️ ๐ด♂️
Stay tuned ๐ ๐๐ฒ



