venerdรฌ 7 agosto 2026

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 1527 km da casa

Usciamo da Canterbury attraversando la Westgate Tower, l’unica superstite delle sette porte medievali che un tempo proteggevano la cittร . Passarvi sotto ha un sapore speciale: per un attimo ci sentiamo come due cavalieri che varcano le mura in sella al proprio fedele destriero. Solo che il nostro cavallo ha due ruote e, pedalata dopo pedalata, ci ha portati, senza manifestare alcun tipo di guasto, fin qui, sostenendoci lungo il cammino e permettendoci di ammirare paesaggi meravigliosi, incontrare persone sorridenti e stringere la mano a tanti friulani che vivono lontano dalla loro terra.



Con questa emozione negli occhi salutiamo una delle cittร  medievali piรน affascinanti d’Inghilterra e ci dirigiamo verso le campagne e le dolci colline del Kent. Ben presto, perรฒ, la quiete lascia spazio alla realtร : il traffico diventa intenso, inevitabilmente influenzato dalla vicinanza di Londra. La concentrazione รจ massima. Affrontiamo uno dei tratti piรน impegnativi dell’intero viaggio, alternando carreggiate trafficate e piste ciclabili. Non tutti gli automobilisti dimostrano la stessa attenzione nei confronti dei ciclisti, anche se la maggior parte attende pazientemente il momento giusto per superarci in sicurezza.



Ma la tensione non รจ dovuta soltanto al traffico. Oggi รจ l’ultima tappa del nostro viaggio e sentiamo forte il desiderio di portare a termine questa avventura nel migliore dei modi. Dopo tanti chilometri, tante fatiche e altrettante soddisfazioni, ogni pedalata ci avvicina sempre di piรน al traguardo pianificato.


Quando entriamo nell’area urbana di Londra ci aspetta una piacevole sorpresa: una rete ciclabile moderna, efficiente e incredibilmente frequentata. Piรน che semplici piste, sembrano vere e proprie autostrade per biciclette, percorse da ciclisti che sfrecciano a velocitร  impressionanti. Per chi conosce Berlino, il paragone viene spontaneo: rispetto a Londra, i ciclisti berlinesi sembrano quasi procedere al rallentatore.



La giornata si conclude nel modo piรน bello. Ad accoglierci troviamo un gruppo di giovani friulani che vivono a Londra e che si ritrovano regolarmente attorno al Fogolรขr Furlan o per tifare insieme l’Udinese. รˆ un incontro che ci riempie il cuore. Fin dai primi istanti ci fanno sentire tra amici, con una spontaneitร  e un calore che non ci aspettavamo. Trascorriamo la serata raccontandoci le rispettive esperienze: noi condividiamo il nostro viaggio e le nostre esperienze passate, loro ci parlano della loro vita nella capitale britannica, di cosa significhi costruirsi un futuro lontano dal Friuli senza perรฒ dimenticare le proprie radici.



E cosรฌ si conclude STRA(d)EUROPA 2026, un viaggio che ci ha visto in sella per sedici giorni affrontando salite, vento, pioggia e traffico, ma soprattutto vivendo incontri che porteremo a lungo nel cuore. Questo viaggio ci ha regalato momenti di ospitalitร  sincera, spontanea e profondamente autentica. Ci ha fatto scoprire paesaggi meravigliosi e nuove storie da raccontare. Ci ha anche aiutato a guardare con occhi diversi la scelta di chi decide di costruire la propria vita all’estero, comprendendo quanto coraggio, determinazione e capacitร  di adattamento richieda una simile scelta. E poi ci ha ricordato una veritร  semplice: pedalare รจ bello, ma farlo quando la strada sale o il vento soffia contro significa mettere alla prova, prima ancora delle gambe, la propria volontร . รˆ proprio in quei momenti che si scopre quanto sia forte il desiderio di arrivare fino in fondo contando soltanto sulle tue gambe. Infine, questo viaggio ci lascia in ereditร  un paio di gambe certamente piรน allenate, ma soprattutto un bagaglio di emozioni, amicizie ed esperienze che continueranno ad accompagnarci molto piรน a lungo dei chilometri percorsi. Perchรฉ il vero traguardo non รจ mai soltanto il luogo in cui si arriva, ma tutto ciรฒ che il viaggio ci insegna lungo la strada.



Da domani ci dedicheremo per tre giorni alla visita di Londra e… continuate a stare allerta.


Due ruote non cambiano la strada. 

Cambiano chi la percorre! ๐Ÿšด‍♀️ ๐Ÿšด‍♂️


Stay tuned ๐Ÿ™Œ ๐ŸŒ๐Ÿ“ฒ

mercoledรฌ 5 agosto 2026

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 1434 km da casa


Lasciamo l’albergo e, dopo appena sei chilometri, il viaggio cambia volto. Prima le carte d’imbarco, poi il controllo dei passaporti da parte della polizia francese e, infine, quello della polizia di frontiera britannica, che verifica anche la documentazione necessaria per l’ingresso nel Regno Unito.


Ogni pubblico ufficiale che incontriamo rimane incuriosito dalla nostra avventura. Troviamo sorrisi, parole di incoraggiamento e sincera ammirazione per il nostro viaggio. L’ufficiale britannico ci rivolge le classiche domande di rito: «Siete qui per vacanza? Quanto tempo resterete?». Poi gli mostriamo la cartina del percorso che ci ha portati da Bertiolo fino a Londra. La osserva con attenzione, sorride e ci saluta con un caloroso «Good luck!». Un augurio semplice, ma capace di trasmetterci ancora piรน entusiasmo e determinazione.



Poco dopo saliamo sul traghetto. Avvicinandoci alla costa britannica riusciamo ad ammirare le celebri bianche scogliere di Dover che, viste dal mare, sembrano una muraglia naturale pronta ad accogliere chi arriva sull’isola. รˆ un’immagine che osservata dal vivo dopo tutti i chilometri percorsi in bicicletta, ha il sapore di una nuova conquista.



Sbarcati a Dover, inizia un’altra piccola avventura: prendere confidenza con la guida a sinistra. I momenti che richiedono maggiore concentrazione sono le rotatorie, dove la sensazione iniziale รจ quella di procedere letteralmente contromano. Anche gli incroci mettono alla prova le nostre abitudini: per tutta la vita abbiamo imparato a guardare prima a sinistra, mentre qui รจ fondamentale volgere lo sguardo prima a destra. Bastano perรฒ una trentina di minuti di attenzione e prudenza perchรฉ tutto inizi a diventare naturale. Ritroviamo il nostro ritmo e continuiamo a pedalare con la serenitร  che ci accompagna fin dal primo giorno.



A metร  giornata raggiungiamo Canterbury e ci concediamo il tempo di visitare questa splendida cittร  di fondazione romana e ricca di storia. Camminare tra le sue vie e ammirare l’imponente cattedrale significa trovarsi nel luogo da cui prende avvio la Via Francigena, il grande itinerario di pellegrinaggio che conduceva i viandanti fino a Roma e, per molti, proseguiva verso Gerusalemme.


Essere qui ci emoziona profondamente. Qualche anno fa abbiamo percorso in bicicletta il tratto toscano e laziale della Via Francigena e ritrovarci oggi nel suo punto di partenza ci dร  la piacevole sensazione di aver chiuso un cerchio. Un altro tassello dei nostri viaggi va al suo posto, ricordandoci che ogni strada percorsa continua a intrecciarsi con quelle che verranno.


Due ruote non cambiano la strada. 

Cambiano chi la percorre! ๐Ÿšด‍♀️ ๐Ÿšด‍♂️


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martedรฌ 4 agosto 2026

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 1401 km da casa


Sembrava uno dei percorsi piรน semplici di tutto il viaggio: 105 chilometri quasi interamente pianeggianti, a pochi metri sul livello del mare, con solo qualche lieve saliscendi. Una giornata da affrontare senza fretta, godendoci il paesaggio dell’Alta Francia e assaporando quel senso di libertร  che solo il cicloturismo sa regalare.



Ma, come giร  capitato in STRA(d)EUROPA 2026, sono arrivati puntuali i due grandi avversari che sembrano voler mettere alla prova la nostra determinazione.


Il primo รจ stato il vento. Non una semplice brezza, ma un vento contrario fortissimo, capace di rallentare ogni pedalata e di trasformare ogni metro in una piccola conquista. Il suo rumore nelle orecchie ci ha accompagnati per gran parte della giornata, mentre ci accorgevamo  che la velocitร  media si abbassava bruscamente. In alcuni momenti รจ comparso anche un po’ di scoraggiamento, ma abbiamo cercato di affrontarlo con la filosofia che ci accompagna da sempre: “planc e ben”, piano e bene. Cosรฌ, piรน volte, ci siamo fermati qualche minuto per riprendere fiato, ritrovare il morale e concedere un po’ di tregua alle gambe. Soste brevi che inevitabilmente rallentano il viaggio, ma che ci permettono di ripartire ogni volta con un pizzico di forza morale in piรน.



Il secondo ostacolo si รจ ripresentato ancora una volta sotto le nostre ruote: un fondo stradale molto dissestato. Pedalare controvento su un asfalto sconnesso significa disperdere energie ad ogni metro, e la combinazione di questi due elementi si รจ rivelata davvero micidiale.


Questa sera entrambi abbiamo le gambe doloranti al punto che ci รจ voluto un piccolo sforzo di volontร  persino per uscire dall’albergo ed andare a mangiare qualcosa.



Ed eccoci qui, seduti al tavolo mentre aspettiamo che arrivino i nostri piatti, a scrivere il diario della giornata.


Siamo ai piedi della Manica. Tranquilli, non abbiamo indossato una maglia lunga fino ai piedi! Siamo davvero sulle rive del Canale della Manica e ci sorprende pensare che siamo arrivati fin qui contando soltanto sulla forza delle nostre gambe e sulla determinazione che ci ha accompagnati, chilometro dopo chilometro.



Ci gustiamo dei piatti tipici di questa terra francese e, mentre fuori cala la sera, iniziamo giร  a pensare a domani. Ci aspetta il traghetto che ci porterร  sull’isola britannica: un altro confine da attraversare, un’altra emozione da vivere e un altro capitolo della nostra avventura tutto da scrivere. Chissร  come sarร  il vento?


Due ruote non cambiano la strada. 

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lunedรฌ 3 agosto 2026

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1286 km da casa

Ci svegliamo con ancora negli occhi e nel cuore le emozioni e le piacevoli sorprese degli incontri della sera precedente. Dopo una sostanziosa colazione in hotel รจ perรฒ tempo di rimettersi in sella: la tappa di oggi รจ impegnativa e davanti a noi ci attendono 120 chilometri.



Lasciamo Charleroi e, poco dopo aver superato la periferia della cittร , ci immettiamo in una fitta rete di piste ciclabili che si snoda ai bordi di un altrettanto fitto sistema di canali. Per oltre metร  della giornata pedaliamo seguendo questi corsi d’acqua artificiali, rimanendo affascinati dalle imponenti opere di ingegneria idraulica realizzate per consentire l navigazione e il collegamento tra numerosi centri industriali. Molti di questi canali furono realizzati tra il 1700 e il 1800, agli albori della il rivoluzione industriale, quando il Belgio aspirava a divenire uno dei territori piรน industrializzati d’Europa. Ancora oggi costituiscono un’importante infrastruttura per il trasporto delle merci e raccontano una storia fatta di miniere, acciaierie e commerci che hanno contribuito allo sviluppo economico del paese.



Lungo il percorso incrociamo diverse chiatte da trasporto, cariche soprattutto di sabbia, ghiaia e altri materiali sfusi destinati all’edilizia. Osservandole procedere lentamente sull’acqua viene spontaneo pensare a quanto questi canali siano ancora vivi e funzionali, non semplici testimonianze del passato.



La ciclabile, costruita praticamente a filo d’acqua, non offre perรฒ un fondo particolarmente confortevole: l’asfalto รจ molto sconnesso e le continue vibrazioni rendono la pedalata meno regolare e decisamente piรน faticosa. In compenso ci godiamo la tranquillitร  di un percorso completamente separato dal traffico automobilistico e dai mezzi pesanti, un privilegio che apprezziamo chilometro dopo chilometro.


Quasi senza rendercene conto attraversiamo un altro confine. Ancora una volta non troviamo cartelli o dogane ad annunciare il cambio di Paese, ma semplicemente il messaggio del nostro operatore telefonico: siamo rientrati in Francia, nella storica regione delle Fiandre Francesi. Questa terra, oggi francese, conserva ancora forti legami culturali con le Fiandre: lo si percepisce nell’architettura delle cittร , nelle case dai caratteristici frontoni a gradoni e nelle piazze che ricordano l’influenza fiamminga maturata nel corso dei secoli.



Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Lille, la nostra meta odierna. Cittร  di origine medievale per lungo tempo contesa tra il Regno di Francia e i Paesi Bassi spagnoli, Lille conserva ancora oggi il fascino di questa storia di confine. Il tempo a disposizione non รจ molto, ma basta per concederci una passeggiata tra le eleganti vie del centro storico e nella splendida Grand Place, cuore pulsante della cittร . Poi arriva finalmente il momento di rifocillarci. E proprio durante la cena la giornata ci regala un ultimo piacevole ricordo: un improvviso acquazzone estivo che osserviamo al riparo del locale, mentre assaporiamo alcuni piatti tipici della tradizione regionale. Un modo davvero suggestivo per concludere un’altra intensa giornata di viaggio.



Due ruote non cambiano la strada. 

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domenica 2 agosto 2026

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1162 km da casa


La Vallonia ci dร  il benvenuto con un asfalto sconnesso e un susseguirsi infinito di saliscendi. Le colline si rincorrono una dopo l’altra e ogni discesa รจ soltanto il preludio alla salita successiva. Per le nostre gambe รจ una giornata impegnativa, resa ancora piรน dura dall’assenza quasi totale di piste ciclabili. Pedaliamo soprattutto su tranquille strade secondarie, attraversando piccoli paesi e una campagna che sembra accompagnarci senza mai concederci un attimo di tregua.



Per qualche chilometro rientriamo persino in Francia, ma ce ne accorgiamo soltanto quando sui nostri cellulari compare il messaggio dell’operatore telefonico con le nuove tariffe. Nessun cartello, nessuna barriera: soltanto una notifica che ci ricorda quanto sia affascinante attraversare l’Europa in bicicletta, dove i confini diventano quasi impercettibili.



A metร  giornata, poco prima dell’orario di chiusura, troviamo un supermercato aperto. Riusciamo ad acquistare il necessario per il pranzo. Ancora una volta ci รจ andata bene: durante questo viaggio abbiamo imparato che, soprattutto la domenica, trovare un negozio aperto puรฒ trasformarsi in una vera impresa.



Nel pomeriggio raggiungiamo Charleroi. Il tempo di lasciare i bagagli in albergo e siamo giร  di nuovo in movimento. Ad aspettarci c’รจ Renato Chiarotto, presidente della sezione FIAB di Codroipo, che, venuto dal Friuli per incontrarci e nato proprio in Belgio, ci accompagna in un luogo che merita sicuramente una visita: la miniera di Marcinelle.



Varcare i cancelli di quel sito significa entrare in una delle pagine piรน dolorose dell’emigrazione italiana. Settant’anni fa’ esattamente l’8 agosto 1956 un incendio scoppiato nel pozzo minerario provocรฒ la morte di 262 lavoratori, molti dei quali italiani. Camminare in quegli ambienti, osservare gli impianti e immaginare la vita quotidiana di chi scendeva ogni giorno nelle profonditร  della terra suscita emozioni difficili da descrivere. Il pensiero corre inevitabilmente ai tanti uomini che, nel secondo dopoguerra, lasciarono la propria casa inseguendo un futuro migliore per le loro famiglie, affrontando sacrifici enormi, condizioni di lavoro durissime e spesso disumane.



La giornata si conclude con un momento decisamente piรน sereno. Siamo ospiti a casa di Dario Scaini, originario di Biauzzo, che insieme alla moglie Christine ci apre le porte di casa con quella cordialitร  che solo chi conserva un forte legame con le proprie radici sa trasmettere. Ad attenderci c’รจ anche una bellissima sorpresa: Paola Nigris, cognata di Roberto e zia di Sofia, grande amica di Dario e Christine, รจ arrivata direttamente da Passariano per trascorrere qualche ora con noi.



Attorno alla tavola il tempo sembra fermarsi. Noi raccontiamo le giornate vissute pedalando attraverso l’Europa, gli incontri e le emozioni raccolte lungo la strada. I nostri ospiti, invece, ci riportano indietro negli anni, condividendo ricordi della loro gioventรน e della numerosa comunitร  friulana che per decenni ha vissuto e lavorato in questa parte del Belgio. Storie di partenze, di sacrifici, di amicizie e di un’identitร  che, nonostante la distanza, non รจ mai venuta meno. รˆ uno di quegli incontri che si trasforma in prezioso dono e per questo da ancora piรน significato al nostro viaggio. Ci fa venire in mente che, ovunque si vada, il Friuli continua a vivere nelle persone, nelle loro storie e nei legami che resistono al tempo e alla distanza.


Concludiamo le nostre riflessioni con la consapevolezza che il nostro viaggio non รจ fatto soltanto di chilometri percorsi, ma soprattutto di persone incontrate. Perchรฉ ogni volto, ogni racconto e ogni stretta di mano aggiungono un tassello al mosaico del Friuli oltre i confini che stiamo ricomponendo una pedalata dopo l’altra.


Due ruote non cambiano la strada. 

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sabato 1 agosto 2026

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 1069 km da casa


Il Lussemburgo ci dร  il buongiorno con un’aria fresca e frizzante, tanto che partire in abiti estivi sembra quasi un azzardo. Ma decidiamo di non pensarci troppo. Facciamo colazione, chiudiamo i bagagli, li sistemiamo sulle biciclette e siamo pronti a rimetterci in viaggio verso la meta di oggi.


Prima di lasciare definitivamente la cittร , perรฒ, ci aspetta un nuovo incontro. Patrick Picco, friulano originario di Flaibano e residente in Lussemburgo da moltissimi anni, ci aspetta davanti a casa sua e con la cordialitร  tipica della nostra terre ci invita a entrare per un veloce spuntino e per condividere qualche momento in compagnia. L’accoglienza รจ di quelle che fanno sentire immediatamente a casa e come se ci conoscessimo da sempre.



Immancabile la foto con la bandiera del Friuli. Questa volta, perรฒ, accanto alla nostra sventola anche quella del Lussemburgo. Vederle una accanto all’altra trasmette una sensazione particolare: due terre diverse, unite dalla storia personale di chi ha lasciato il Friuli senza mai dimenticare le proprie radici. รˆ un’immagine semplice, ma ricca di significato, che racconta meglio di tante parole quanto forte possa rimanere il legame profondo tra le proprie radici e la vita costruita oltre confine, dimostrando come l’identitร  friulana continui a vivere anche oltre i confini.


A raggiungerci c’รจ anche un’altra coppia di friulani che vive da molti anni in Lussemburgo: Lucia Carlini e suo marito Giuliano. Li avevamo conosciuti ed incontrati giร  la sera prima ma per non allungare eccessivamente il post di ieri abbiamo deciso di descrivere oggi questo incontro. Ieri sera, con loro, abbiamo trascorso  momenti davvero piacevoli, raccontandoci esperienze, viaggi e vicende di vita. รˆ incredibile come bastino pochi minuti perchรฉ tra friulani si crei subito un’intesa sincera e spontanea. Anche questo incontro aggiunge qualcosa al nostro bagaglio umano, e continuiamo il nostro viaggio un po’ piรน ricchi di quando siamo arrivati.



Chiacchierando con Lucia e Giuliano scopriamo un’altra passione che ci accomuna: sono cicloturisti instancabili e colgono ogni occasione per salire in sella alle loro bici ed esplorare nuovi percorsi. Cosรฌ, con nostro grande piacere, decidono di accompagnarci per i primi chilometri della tappa odierna, facendoci da guida e da speciale scorta fino al confine tra Lussemburgo ๐Ÿ‡ฑ๐Ÿ‡บ e Belgio ๐Ÿ‡ง๐Ÿ‡ช.



Salutiamo il Lussemburgo con un sorriso e con la consapevolezza che, ancora una volta e in poche ore ci ha regalato incontri sinceri, nuove amicizie e la conferma che, il regalo piรน bello del viaggio non sono i chilometri percorsi, ma le persone incontrate lungo la strada.



Due ruote non cambiano la strada. 

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